Continuano a girare in rete video e audio che descrivono la pandemia come uno strumento mediatico volto a manipolare l’opinione pubblica, o meglio minimizzano la gravità degli effetti del Covid-19 e condannano chi avrebbe ingigantito il problema per trarne spesso fantomatici benefici. Si pongono due grossi problemi: il primo è che chi condivide le informazioni, inviandole a sua volta a più persone, non si rende conto di quanto contribuisce a validarle e renderle di pubblico dominio. Le informazioni false o tendenziose vanno bloccate, non diffuse. Se non siamo d’accordo con una tesi, non dobbiamo inoltrarla, se non commentandola opportunamente specificando il nostro dissenso. Se ci arriva una notizia, prima di inoltrarla è nostro dovere verificare che non sia una fake- news.Il secondo problema è che ci piace credere alle cose che più ci danno sollievo o speranza rispetto a quelle che ci sembrano più verosimili. Ho già scritto a proposito principio di negazione e di quanto condizioni la nostra psiche e il nostro comportamento, ma qui entriamo in un ambito ancora più complesso: ci poniamo adeguatamente il problema di quanto le nostre azioni condizionino le reazioni di altri? Quando inoltriamo un messaggio che per noi è palesemente assurdo o falso, ci poniamo il dubbio che chi lo riceve e inoltra a sua volta lo possa invece ritenere sensato e veritiero? Se da una parte dobbiamo difenderci anche dalle istituzioni per non ridurci tutti a rane bollite, dall’altra dobbiamo fare in modo di frenare l’effetto farfalla che chi diffonde notizie false e tendenziose ben conosce. Sotto due link allucinanti che vi invito a consultare (e a non diffondere!) per capire quanto una comunicazione intensa e accattivante possa facilmente convincerci che parte del suo contenuto sia veritiero.
Esempi da non condividere:
youtube
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Ci sono tanti modi di bollire le rane!
Esempi da non condividere:
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