Certo non vorrei essere nei panni del Presidente del Consiglio. Anzi, credo che nessuno vorrebbe esserci, neanche i suoi avversari politici che tanto invocano le elezioni. E non tanto perché si trova a dover prendere decisioni difficili che, seppur collegiali, nel lessico popolare sono solo sue. Non tanto perché tenere in equilibrio una bilancia su cui ci sono da una parte la salute pubblica (e parliamo di gente che muore) e dall’altra un’economia allo stremo, più che difficile sembra impossibile. Non tanto perché deve in qualche modo gestire stanziamenti di miliardi che non si sa da quali tasche usciranno, ma che si sa che entreranno in gran parte in tasche criminali e mafiose. No, la cosa più desolante è che per pensare di ottenere qualche risultato è necessaria la collaborazione del popolo italiano, che proprio collaborativo non sembra essere. Una non difficile analisi mostra che: il 31% della popolazione non ha capito di cosa si sta parlando: è convinta che il virus sia una istituzione governativa, non un problema medico. Il 18%, collocato interamente nella fascia di popolazione tra i 16 e i 30 anni, ha invece capito benissimo di non essere una fascia a rischio; di questi la metà non ha invece capito di essere un rischio per le fasce di età superiore, mentre l’altra metà l’ha capito, ma se ne frega. Forse hanno ragione loro, non sono abbastanza giovane per giudicare. Un altro 10% di imbecilli, che si è sentito blandire ed encomiare a sproposito per i sacrifici fatti nella fase uno, si ritiene in diritto di godersi la fase due in esenzione virus. Che si facciano anche esentare dal ricovero in ospedale. Togliamo anche un 10% di bambini e ragazzini cui è difficile chiedere responsabilità, anche se spesso ne hanno più degli adulti. Resta un 30%, a cui dobbiamo però sottrarre almeno la metà, che sono le persone che la malattia l’hanno già fatta e quindi sono ormai neutre rispetto alla situazione, in quanto verosimilmente immuni e non portatrici. Non stupiamoci quindi della movida, delle spiagge affollate e dei ritrovi spensierati in tutte le case: collima perfettamente con la qualità del materiale umano a disposizione. Il nostro Presidente del Consiglio può dunque contare sul 15% della popolazione. Un po’ poco per sperare in qualche risultato senza la collaborazione del virus! Quindi, visto che i conti li sanno fare anche al governo, possiamo stare abbastanza tranquilli: ci sono già gli accordi, il virus collaborerà! Se ne andrà in vacanza tra un mesetto, poi si vedrà. Però sarebbe il caso di cominciare a pensare a come ottenere la collaborazione della gente al prossimo giro, forse a ottobre, perché l’economia non la fermerà più nessuno. Smettiamola di far finta che il popolo italiano sia responsabile e solidale: nè l’una nè l’altra cosa. So anche che siete attenti e avete notato che la somma delle percentuali non fa cento: avete ragione, in quell’1% ci mettiamo medici e infermieri, che dal virus non possono certo stare lontani, e infine i morti, che in questa storia dovranno pur contare qualcosa.

