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LA REGOLA DELL’EQUILIBRIO: PERCHÈ NON CI POTRÀ ESSERE UNA FASE1-bis

Un uomo assalito dai lupi si è rifugiato in una grotta e ne ha bloccato l’ingresso. Si sente al sicuro, ha la sua borraccia e le sue gallette, i lupi se ne andranno. Passa il tempo, le gallette sono finite e l’acqua quasi. L’uomo vorrebbe uscire, ma non può sapere se i lupi se ne sono andati. Può resistere ancora, ma si rende conto che poi potrebbe non avere più la forza di camminare. Ad un certo punto decide di uscire: -„ Se incontro i lupi mi chiudo dentro di nuovo!“, si dice per farsi forza, ma sa che non potrà essere così, perché non avrebbe l’energia per uscire nuovamente; dovrà essere più prudente di prima, accontentarsi di poche bacche, magari andare e venire dalla grotta, ma mai potrà far finta che i lupi non esistano.

Questo governo, come avrebbe fatto qualsiasi altro, si barcamena tra indicazioni sanitarie spesso approssimative e contraddittorie e pressioni enormi provenienti dal mondo economico e dalle istituzioni locali, ognuna con le proprie problematiche e percezioni dell'epidemia e della relativa conseguente crisi. Situazione non facile, come del resto non facile è stato per tutti l’ultimo periodo; sia a livello istituzionale che personale, però, il tempo porta ad un equilibrio tra paure e necessità, tra teoria e pratica, tra regole e buon senso. Questi equilibri sono molto variabili, ad esempio tra regione e regione, città e città, famiglia e famiglia, persona e persona, ma tendono necessariamente ad una linea comune che, a conti fatti, si traduce in quello che definiamo esperienza. Ecco perché al ripetersi di uno stesso fatto o casistica i comportamenti sono diversi. Parlando di epidemia, l’equilibrio si stabilisce tra la necessità di preservare la salute e quella di salvare l’economia o il proprio lavoro. Il valore che attribuiamo alle nostre paure e necessità non è più lo stesso; la paura diventa insofferenza e l’inedia coraggio. Percorsi e forze differenti a seconda delle categorie, così come da parte di chi ha avuto o non avuto morti, perso o mantenuto il lavoro, preso o non preso il virus, ma alla fine tutti i torrenti devono diventare fiume. Ecco perchè il nostro governo (al pari di quelli degli altri paesi) non potrà e non dovrà più imporre il lock-down, ma necessariamente pensare a limitare i danni e andare avanti, anche purtroppo a costo di un maggior sacrificio di vite umane. Senza dimenticarsi dei lupi.

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